Ii croniche 35:1-27 DB1885
[1] OR Giosia fece la Pasqua al Signore in Gerusalemme; e quella fu scannata nel quartodecimo giorno del primo mese. [2] Ed egli costituì i sacerdoti ne' loro ufficii; e li confortò al servigio della Casa del Signore. [3] E disse a' Leviti, che ammaestravano tutto Israele, ed erano consacrati al Signore: Lasciate pur l'Arca santa nella Casa, la quale Salomone, figliuolo di Davide, re d'Israele, ha edificata; voi non avete più a portarla in su le spalle; ora servite al Signore Iddio vostro ed al suo popolo Israele. [4] E disponetevi per le case vostre paterne, secondo i vostri spartimenti, come Davide, re d'Israele, e Salomone, suo figliuolo, hanno ordinato per iscritto. [5] E state nel luogo santo, per ministrare a' vostri fratelli del popolo, divisi per case paterne; e ad una parte delle case paterne de' Leviti; [6] e scannate la Pasqua; e dopo esservi santificati, apparecchiatela a' vostri fratelli; acciocchè la facciano secondo la parola del Signore, data per Mosè. [7] E Giosia presentò al comun popolo, che si trovò quivi, del minuto bestiame, agnelli, e capretti, in numero di trentamila, tutti per la Pasqua; e tremila buoi; i quali erano delle facoltà proprie del re. [8] I suoi principali ufficiali fecero anch'essi liberalmente presenti al popolo, a' sacerdoti, ed a' Leviti. Ed Hilchia, e Zaccaria, e Iehiel, conduttori della Casa di Dio, donarono a' sacerdoti, per la Pasqua, duemila seicento tra agnelli e capretti, e trecento buoi. [9] E Conania, e Semaia, e Natanael, suoi fratelli, ed Hasabia, e Ieiel, e Iozabad, capi de' Leviti, presentarono a' Leviti, per la Pasqua, cinquemila tra agnelli e capretti, e cinquecento buoi. [10] Così, essendo il servigio apprestato, i sacerdoti stettero vacando al loro ufficio; ed i Leviti, a' Loro spartimenti, secondo il comandamento del re. [11] Poi la Pasqua fu scannata; e i sacerdoti ricevendo il sangue dalle mani di coloro che scannavano, lo spandevano; ed i Leviti scorticavano gli animali. [12] E, dandoli al comun popolo, diviso per case paterne, levavano l'olocausto, per offerirlo al Signore, secondo ch'è scritto nel libro di Mosè. Il simigliante facevano ancora dei buoi. [13] E poi cossero la Pasqua al fuoco, secondo ch'è ordinatò; ma cossero le altre vivande consacrate in caldaie, ed in pentole, ed in pignatte; e le mandarono prestamente a tutto il comun popolo. [14] E poi essi apparecchiarono per sè e per li sacerdoti; perciocchè i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, furono occupati infino alla notte in offerir gli olocausti ed i grassi; perciò, i Leviti apparecchiarono per sè, e per li sacerdoti, figliuoli d'Aaronne. [15] I cantori ancora, figliuoli di Asaf, stavano vacando all'ufficio loro, secondo il comandamento di Davide, e di Asaf, e di Heman, e di Iedutun, veggente del re; e i portinai stavano in ciascuna porta; e non accadde loro rimuoversi dal lor ministerio; perciocchè i Leviti, lor fratelli, apparecchiavano loro. [16] Così tutto il servigio del Signore fu in quel dì ordinato, per far la Pasqua, e per offerir gli olocausti sopra l'Altare del Signore, secondo il comandamento del re Giosia. [17] Ed i figliuoli d'Israele, che si ritrovarono, celebrarono in quel tempo la Pasqua, e la festa degli Azzimi, per sette giorni. [18] E giammai non era stata celebrata in Israele Pasqua simile a questa, dal tempo del profeta Samuele; e niuno dei re d'Israele celebrò giammai Pasqua tale, qual celebrò Giosia, insieme co' sacerdoti, e co' Leviti, e con tutto Giuda ed Israele, che si ritrovò, e con gli abitanti di Gerusalemme. [19] Questa Pasqua fu celebrata l'anno diciottesimo del regno di Giosia. [20] DOPO tutte queste cose, quando Giosia ebbe ristabilito l'ordine della Casa del Signore, Neco, re di Egitto, salì per far guerra in Carchemis, in su l'Eufrate; e Giosia gli andò incontro. [21] Ma Neco gli mandò messi, a dirgli: Che vi è egli fra me e te, re di Giuda? io non sono oggi salito contro a te; anzi contro alla casa che mi fa guerra; e Iddio mi ha detto che mi affrettassi; resta d'opporti a Dio, il quale è meco; acciocchè egli non ti distrugga. [22] Ma Giosia non si volle storre dal suo proponimento di andare contro ad esso; anzi si travestì per dargli battaglia; e non attese alle parole di Neco, procedenti dalla bocca di Dio; e venne nella campagna di Meghiddo, per dargli battaglia. [23] E gli arcieri tirarono al re Giosia. E il re disse a' suoi servitori: Toglietemi di qui; perciocchè io son gravemente ferito. [24] E i suoi servitori lo tolsero d'in sul carro, e lo misero sopra il suo secondo carro, e lo menarono in Gerusalemme; ed egli morì, e fu seppellito nelle sepolture de' suoi padri. E tutto Giuda e Gerusalemme fecero cordoglio di Giosia. [25] Geremia fece anch'egli de' lamenti sopra Giosia. E tutti i cantatori e le cantatrici hanno mentovato Giosia ne' lor lamenti, fino ad oggi; e li hanno dati a cantare ad Israele per istatuto; ed ecco, sono scritti nelle Lamentazioni. [26] Ora, quant'è al rimanente de' fatti di Giosia, e le sue opere pie, secondo quello ch'è scritto nella Legge del Signore, [27] e i suoi fatti primi ed ultimi; ecco, queste cose sono scritte nel libro dei re d'Israele e di Giuda.
